L’attesa è sempre una parte importante. Quando aspettiamo qualcosa di bello, che sia un oggetto o un essere vivente, un evento o altro, vorremmo tutto subito. A volte l’attesa ci pesa, ma l’attesa fa parte del ‘pacchetto’ e rende ancora più forte l’emozione. E l’attesa ha un senso, per preparare il contesto ma soprattutto noi stessi, e chi ci sta intorno se coinvolti nel cambiamento. Ricordo che quando aspettavo le mie figlie, pensavo sempre che i 9 mesi erano necessari, tutti, per prepararsi, per cambiare noi stessi, il cambiamento del corpo insieme con il cambiamenti della mente e delle emozioni, oltre che dell’ambiente.

Ebbene, il nostro branco sta vivendo l’attesa con quel misto di emozioni belle e necessarie, di gioia e preoccupazione, di impazienza e un filo di ansia, di entusiasmo e pensieri. A giorni arriva Audrey nella nostra casa, una cucciola Golden retriever, un nuovo essere vivente nel branco. E abbiamo avuto e abbiamo tutti e tutte bisogno dell’attesa, non solo per preparare la casa, per modificare gli spazi, per dare consuetudine ai nuovi oggetti nelle stanze a Cloe, Dix e Orsa e a me stessa.

Il valore dell’attesa è spesso sottovalutato, mentre quando c’è, quando la si può vivere, naturalmente se si tratta di qualcosa di bello in arrivo, è un plus, un valore aggiunto al pacchetto di cui fa parte.