Un libro che davvero non può mancare. Nonostante siano ormai passati diversi anni da quando l’ho letto, sono ancora presenti e forti le emozioni, l’interesse, gli stimoli, i nuovi orizzonti che mi ha aperto.
L’autrice Alexandra Horowitz prende per mano il lettore fin dalla prima pagina, e non lo lascia fino all’ultima riga. O sarebbe meglio dire che il lettore non smetterebbe mai di leggere, e quasi dispiace chiudere il volume quando lo si finisce. Questo per lo stile che unisce il rigore scientifico (con una ricca bibliografia riportata) e le spiegazioni precise all’esperienza personale, senza mai essere pesante e aggiungendo anche ironia nei racconti.
Mi sono quindi ritrovata più volte a guardare i miei cani, quasi invidiosa del loro annusare e del mio non poter partecipare a quello che sentivano. Ancora più adesso con una cucciola che, alla scoperta del mondo, non stacca il naso da terra; o quando vedo la mia cana anziana che alza il naso e muove le narici, ecco che scruto l’orizzonte cercando di capire cosa stia esaminando. Non mi sono ancora messa a terra ad annusare, ma devo dire che ogni tanto la tentazione viene, e comunque sicuramente uso molto di più rispetto a una volta questo senso, che noi animali umani trascuriamo.
Un libro da leggere, non racconto di più perché non trasmetterei adeguatamente i preziosi contenuti. Concludo solo dicendo che, avendolo ripreso in mano e sfogliato, mi è tornata una gran voglia di rileggerlo, e lo farò: è uno di quei libri così ricchi di informazioni e spunti che, a seconda del momento e del percorso personale di ciascuno, offrono sempre qualcosa in più.
Alexandra Horowitz. Una questione di naso. Essere un cane in un mondo di odori. Sonda 2018
