Una parola per questa settimana. Consenso. Per me questa parola rappresenta un punto cruciale, di fondamentale importanza, in ogni relazione con un altro essere vivente, umano e non.

Questo fine settimana ho avuto la fortuna, il dono di poter staccare dai ritmi con i miei cani e di dedicarmi a me, in un agriturismo con un gruppo guidato da una docente per meditare, ragionare su stili di vita, controllo del dolore cronico ma direi, per lo meno soprattutto per me, dare ascolto e spazio a se stessi.

In queste queste ore preziose in cui il tempo non era rigidamente scandito ma adattato alle emozioni, in cui il cammino nella natura era consapevole, in cui si alternava l’ascolto e utilizzo dei nostri 5 sensi su quanto era fuori di noi a quello che invece era dentro di noi, la parola che mi è risuonata appena è stata pronunciata è stata proprio “consenso”. Una parola, un tema che ho iniziato a comprendere nel suo essere prezioso e non scontato formandomi per gli Interventi Assistiti con gli Animali, e quindi ancora una volta grazie ai miei cani, per poi ritrovarla nella formazione del Tellington TTouch® e di Educazione cinofila.

Perché è importante chiedere il consenso, dare all’altro da noi la possibilità di dare il suo consenso a qualcosa che proponiamo, senza darlo per scontato; ma anche chiedere a noi stessi il consenso a quello che ci viene proposto, senza sentirci sempre di fronte a scelte obbligate. A volte lo sono, ma tante altre siamo noi a costruire muri dai quali ci sentiamo obbligati a dare un consenso, magari senza essere del tutto consapevoli che è possibile un’altra scelta e che dipende da noi.

Quindi diamo spazio e voce al consenso nelle relazioni con persone e animali, non calpestiamo questa grande forma di rispetto, sia nei confronti di chi tutti i giorni dipende dalle nostre scelte (quando mangiare, cosa mangiare, quando uscire eccetera) laddove possiamo far scegliere a loro (andiamo a destra o a sinistra, andiamo al parco o stiamo in questo prato, andiamo a salutare quel gruppo di persone o no se non ne hai voglia, andiamo a vedere gli amici o stiamo a casa a riposare, andiamo a fare ricerca olfattiva o vuoi giocare e a cosa, e così via), sia nei confronti delle persone conosciute o sconosciute che entrano in relazione con noi (e anche qui di esempi ce ne sarebbero tanti, sia nelle relazioni personali sia in quelle professionali).

Pensiamoci, e lasciamo che l’attenzione al consenso faccia parte di noi e ci sia sempre spontaneamente, senza doverci pensare, mettendoci in ascolto.

(nella foto Orsa con me al campo cinofilo a un evento anni fa. Dove siamo state bene, nonostante la pioggerella che ci ha un po’ bagnate. E questo sguardo a me sembra, almeno spero, fosse una conferma da parte sua sullo stare lì, insieme)