Il sottotitolo di questo libro è “Parlare con gli animali”. Ed è proprio quello che molti vorrebbero se potessero esprimere un desiderio, e che Temple Grandin fa, e ci racconta in questo libro che trovo illuminante e che aiuta ancora una volta a cambiare prospettiva.
L’autrice nella parte introduttiva racconta la sua storia, di persona con autismo, e di come abbia capito che questo rappresentava per lei un grande valore, permettendole di capire che aveva la possibilità di vedere, negli animali, cose che gli altri non coglievano. E dunque di parlare con gli animali, di capire cosa sentono, perché si comportano in un certo modo. Proprio per la sua capacità di vedere per immagini e di capire cosa gli animali vedono e cosa provoca in loro emozioni, da cui suggerire soluzioni per risolvere angosce, paure, problematiche, una volta capita l’origine.
Attraverso le parole di Temple Grandin il lettore viene guidato nel mondo degli animali, nella loro percezione della realtà, diversa dalla nostra, offrendo strumenti per capirli di più e comunicare meglio con loro.
Penso sia un libro fondamentale per gli spunti e la prospettiva così differente e particolare, che solo lei può dare. Ed è proprio il suo amore grandissimo per gli animali che l’ha portata a seguirli e cercare di aiutarli, interpretando le loro paure e fatiche, e traducendole all’essere umano, per non ignorarle o sottovalutarle, trovando strade per ridurle al minimo laddove inevitabili.
Una volta letto il libro si guarda il mondo in modo diverso, e non bisognerebbe mai dimenticare che gli animali vedono a volte cose che noi non vediamo, perché distratti, perché piccole, perché non attirati come loro da un movimento o perché semplicemente abbiamo lo sguardo con una traiettoria più alta. Già questa consapevolezza, con il tentativo di vedere con i loro occhi e la loro prospettiva, può fare la differenza ed è qualcosa da non dimenticare.
E il libro ha anche un altro pregio: aiuta a far capire maggiormente le persone con autismo e le loro straordinarie capacità, insieme con le loro enormi fatiche in un mondo di stimoli per noi invisibili e per loro, spesso, forti al punto da ferire i sensi.
Lascio alla lettura del libro la spiegazione del titolo, la macchina degli abbracci. Troppo importante per dedicarci poche parole, racchiudendo il prezioso valore del rispetto e della possibilità di trovare strade e modalità per una comunicazione e relazione che lo contempli, sempre.
Temple Grandin con Catherine Johnson. La macchina degli abbracci. Parlare con gli animali. Adelphi edizioni 2007
