Nella mia testa mi ero detta mai più cuccioli, solo cani da rifugio, o ex fattrici, o cani adulti, e non più di uno. Ed ecco per una serie di sincronicità hanno portato nel nostro meraviglioso scombiccherato branco una cucciola, appunto Audrey, e i cani sono diventati tre, insieme con la gatta (oltre agli umani). Ho seguito segnali dentro di me e fuori di me, come pezzi di un puzzle che si sono incastrati uno dopo l’altro; ho seguito la pancia, o il cuore, o meglio ho messo insieme pancia, cuore e testa. Ora sono i giorni un po’ faticosi, in cui a volte compare anche insidioso il pensiero “Ma chi me lo ha fatto fare”, perché ogni essere vivente ti mette alla prova, e un cucciolo anche. Oltre a dover riequilibrare dinamiche in casa. Ma un poco alla volta si cammina. Ci si conosce. Audrey è naturalmente diversa da come era Dix cucciolo, e stiamo imparando a conoscerci, a capirci, a trovare il passo per camminare insieme. Non è sempre facile, è sempre tutto diverso da come si pensava o forse ci si augurava. Ma è un percorso di crescita ricchissimo. Orsa ci ha comunicato tutta la sua difficoltà quando è sdraiata sul materasso, perché non si può muovere, mostrando tutta la dentatura a Audrey che con il suo entusiasmo voleva andarle addosso. Ma quando è in piedi con noi che la aiutiamo si lascia dare musate a non finire ed ecco che dopo una settimana ho potuto iniziare ad aprire il recinto con cui proteggevo il riposo e la tranquillità di Orsa, e Audrey rispetta lo spazio. Dix sembra il vecchio saggio e questo ruolo pare strano a noi, e a lui. Improvvisamente si trova in un altra posizione, e ruolo appunto, e ancora “non ci si trova”. Potrebbe e dovrebbe stoppare di più la cucciola, ma quasi sembra non riuscire e tollera tollera, e quando finalmente arriva un bel ringhiotto per bloccarla sono contenta: anche lui si sta riorganizzando mente ed emozioni. E la relazione fra la gatta Cloe e Audrey, quella che temevo di più, è stata la più lineare a tranquilla, come si fossero messe a posto subito. Cloe le ha fatto capire di stare a distanza, soffiando e anche con una zampata lieve, senza unghie, sul muso, e Audrey ha allargato il giro dopo qualche giorno in cui la seguiva, incuriosita da questo strano essere del mondo felino a lei sconosciuto; ora, dopo qualche giorno, a volte le trovo muso a muso, finché Audrey la invita al gioco e Cloe se ne va. E io guardo, e imparo, con gratitudine.